{"id":20,"date":"2015-03-16T14:47:00","date_gmt":"2015-03-16T13:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/beniculturali.chiesadigenova.it\/2015\/03\/16\/chiesa-di-san-nicolosio\/"},"modified":"2015-03-16T14:47:00","modified_gmt":"2015-03-16T13:47:00","slug":"chiesa-di-san-nicolosio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/chiesa-di-san-nicolosio\/","title":{"rendered":"Chiesa di San Nicolosio"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: center;\">\u00a0<b style=\"font-family: arial; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: center;\"><i>La Cappella di San Francesco restaurata<\/i><\/b><\/div>\n<p><b>Chiesa di San Nicolosio<\/b>Salita San Nicolosio(da via Edilio Raggio, sopra Largo Zecca)<b>venerd\u00ec, 13 marzo 2015<\/b><b>ore 17,00<\/b>Il patrimonio artistico italiano risulta in parte sommerso e quasi sconosciuto al grande pubblico dei fruitori, ma bisogna prestare attenzione: talvolta, il valore dei monumenti \u00e8 inversamente proporzionale alla loro fama. E\u0092 questo il caso della chiesa del Terz\u0092Ordine Francescano di Genova, ospitata in un edificio che sorge in un\u0092area urbana che ha conosciuto, alla fine del secolo XIX e nei primi decenni del successivo, profonde trasformazioni e radicali cambiamenti. L\u0092area di Vallechiara, in cui sorgono la chiesa medievale del Carmine e la coeva Abbazia dell\u0092Olivella, separata dalla citta dalla cinta muraria del XII secolo, in cui si apriva la Porta di Sant\u0092Agnese, rimane a terreni prativi (da cui il toponimo di\u00a0<i>Pastorizia<\/i>) orti e giardini-celebre quello dei Lomellini- fino alle massicce edificazioni di Edilio Raggio e dei fratelli Faraggiana (terzo decennio del Novecento) ai quali si deve la costruzione, in prossimit\u00e0 della chiesa, di un enorme\u00a0 caseggiato, che in parte ingloba la chiesa. Oggi, \u00e8 difficile immaginare l\u0092assetto originario dell\u0092ambito intorno a San Nicolosio, solo l\u0092andamento acclive del terreno e i tracciati viari antichi attestano uno stato di separazione dal centro cittadino e una quiete adatta agli insediamenti conventuali e agli edifici di culto.La chiesa di San Nicolosio, costruita per le Monache di Sant\u0092Agostino e dedicata a San Nicola di Bari nel 1305, fu assegnata, nel 1514, alle Clarisse di Santa Maria in Passione che vi rimangono fino alla fine del XVIII secolo; fu totalmente ricostruita alla fine del Cinquecento e consacrata nel 1603, mantenendo lo schema originario. La cappella di San Francesco, collocata come secondo altare sulla fiancata sinistra, fu posta sotto il giuspatronato della famiglia Diece, che la fece decorare per volont\u00e0 del nobile Giovanni Ambrogio: qui trovarono sepoltura i successori fino al 1712. L&#8217;impresa decorativa fu affidata a Giovanni Battista\u00a0Carlone\u00a0(Genova, 1603 circa \u0096 Parodi Ligure, 1684 circa)intorno al 1637, che raffigur\u00f2\u00a0<i>Episodi della vita del Serafico<\/i>: nella volta, la\u00a0<i>Gloria del Santo<\/i>\u00a0\u00e8 inserita in un ricco apparato di stucchi, che incorniciano i diversi avvenimenti con fitti motivi decorativi e antropomorfi. Insieme al fratello Giovanni\u00a0(Genova,\u00a01584\u00a0\u0096\u00a0Milano\u00a0\u00a01631), autore \u00a0degli affreschi della volta della chiesa con\u00a0<i>Storie di S. Francesco e S. Chiara<\/i>\u00a0e una bellissima\u00a0<i>Annunciazione<\/i>, dipinta nelle pareti di fondo del coro delle Monache, Giovanni Battista \u00e8 uno dei pi\u00f9 fecondi artisti del momento, attivo nei pi\u00f9 importanti cantieri decorativi posti non molto distanti da San Nicolosio: le chiese di San Siro, dell&#8217;Annunziata del Vastato e del Ges\u00f9. La cappella fu occultata, durante il XIX da un muro costruito allineato al profilo perimetrale dell&#8217;interno della chiesa, fatto che comport\u00f2 l&#8217;avanzamento dell&#8217;altare e la perdita visiva degli affreschi. Nel 1798, a seguito delle leggi di soppressione degli ordini religiosi, le Monache si trasferirono a San Silvestro e il 12 luglio 1804 la chiesa fu acquistata del Terzo Ordine Francescano, che aveva dovuto abbandonare il proprio oratorio a San Francesco di Castelletto.L\u0092intervento di restauro ha interessato \u00a0non solo le opere pittoriche in affresco e gli stucchi, ma si \u00e8 concentrato sul recupero complessivo della cappella, consentendo di\u00a0 \u0093ritrovare\u0094 la spazialit\u00e0 e l\u0092impianto decorativo originari: \u00a0gli affreschi e gli stucchi presenti erano, infatti, deteriorati e rovinati dalle infiltrazioni e dai restauri mal eseguiti negli anni passati, che ne offuscavano i colori e la particolare lucentezza, mentre il muro ottocentesco copriva le nicchie parietali che custodivano le statue in gesso, oggi riportate alla luce. La cappella \u00e8 quindi tornata a occupare la spazialit\u00e0 originaria completata dall&#8217;importante apparato decorativo. E\u0092 stato altres\u00ec restaurato il pavimento mediante la messa in opera di una nuova pavimentazione in formelle in ardesia ottagonali completate da tozzetti in marmo bianco.<b>Il restauro \u00e8 stato interamente finanziato dalla Compagnia di San Paolo, che da anni dimostra di essere particolarmente sensibile al patrimonio culturale ecclesiastico genovese.<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0La Cappella di San Francesco restaurata Chiesa di San NicolosioSalita San Nicolosio(da via Edilio Raggio, sopra Largo Zecca)venerd\u00ec, 13 marzo 2015ore 17,00Il patrimonio artistico italiano risulta in parte sommerso e quasi sconosciuto al grande pubblico dei fruitori, ma bisogna prestare attenzione: talvolta, il valore dei monumenti \u00e8 inversamente proporzionale alla loro fama. E\u0092 questo il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":21,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=20"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/20\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/media\/21"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=20"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=20"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadigenova.it\/beniculturali\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=20"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}