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Giovedì 1 Dicembre 2016
Il futuro dell'Europa al centro della prima conferenza di Cattedrale Aperta - GUARDA IL VIDEO DELLA CONFERENZA   versione testuale







Al tema dell’Europa e del suo futuro è stata dedicata la prima conferenza del ciclo di Cattedrale Aperta; relatori Mons. Roland Minnerath, Arcivescovo di Digione (Francia) e il prof. Ernesto Galli Della Loggia, storico, noto al grande pubblico come editoralista del Corriere della Sera.
Mons. Minnerath ha offerto una riflessione sulla mentalità individualistica e soggettivistica che ormai domina l’Europa. L’uomo pensa di potersi autodeterminare e l’Europa e il cristianesimo pare non riescano più a incontrarsi: “Abbiamo preso il treno della cultura, del dialogo sociale e ecumenico, senza controllarne la direzione – ha detto Mons. Minnerath -; il discorso etico non è recepito, i mass media insistono sulla tolleranza senza fornire un quadro reale che offra senso e prospettiva”. Quale strada può essere intrapresa?: “E’ necessario ristabilire un progetto di fiducia per l’avvenire, bisogna ripensare il sistema sociale e economico, a partire dalla dignità della persona – ha detto ancora Minnerath -. Bisogna impostare un discorso organico sull’uomo, non si tratta di farsi coinvolgere su progetti che vanno invece in direzione contraria: c’è un’alternativa al nichilismo e bisogna dimostrarlo. Il messaggio cristiano deve essere annunciato esplicitamente, la Chiesa non deve disperdere il seme del Vangelo”.
 
Il prof Della Loggia ha condotto una riflessione di carattere storico sulla nascita e lo sviluppo dell’Europa, sottolineandone le tappe e le ripercussioni sullo stato di salute economico, ma anche sociale e morale dei paesi europei. L’Unione Europea è nata non per superare lo Stato nazionale, ma per rafforzare gli stati nazionali dopo la guerra. Prima operazione è stata quella di fissare i parametri di produzione delle merci, l’obiettivo era quello di unire i mercati per trovare un nuovo metodo di sviluppo economico. Se inizialmente il meccanismo ha funzionato, la situazione è radicalmente cambiata dagli anni Settanta quando si è iniziato a parlare di moneta unica, che non stabiliva più soltanto un confronto tra le aziende e le fabbriche, ma tra i sistema paese.
Se il mercato unico aveva introdotto la cooperazione, la moneta introduceva la competizione e il contrasto e i singoli paesi iniziano a ottenere consensi o contrasti proprio in base a questi temi.
La situazione è diventata più dura negli ultimi anni, quando la crisi economica si è accentuata ed è diventato sempre più difficile rispettare i parametri finanziari imposti dall’Unione Europea; sono aumentate le diseguaglianze sociali e questo ha prodotto anche una crisi di carattere morale. All’ideologia del progresso è stata sostituita quella del consumo.
Al termine del suo intervento il prof. Della Loggia ha lanciato una provocazione dicendo che la Chiesa cattolica deve decidere se è ancora interessata all’Europa o se vuole ‘abbandonarla’ come se la situazione fosse ormai perduta. La risposta è venuta prontamente da Mons. Minnerath che ha affermato: “La Chiesa non abbandona l’Europa perché la Chiesa siamo noi!”
Affermazione prontamente condivisa anche dal Cardinale Bagnasco che ha ringraziato i relatori per la ricchezza dei contenuti che hanno proposto: “La Chiesa continua e continuerà ad essere estremamente interessata all’Europa, partecipe al suo destino; sempre più e meglio intende partecipare al suo cammino, non da spettatrice ma come pellegrina. I due interventi ci hanno offerto la riflessione che tra l’economia e la finanza da una parte e l’antropologia dall’altra vi è un circolo che può essere virtuoso ma anche vizioso”.