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Martedì 25 Ottobre 2016
Più di mille pellegrini alla Porta Santa dai vicariati di Albaro e Castelletto   versione testuale








Sabato 22 ottobre a compiere il pellegrinaggio alla Porta Santa della Cattedrale sono stati i fedeli dei vicariati di Albaro e Castelletto con una partecipazione davvero significativa. 
I posti a sedere in San Lorenzo non sono bastati ad accogliere i più di mille che hanno accolto l’invito del Papa a vivere il giubileo della misericordia: Dio ci dà sempre una seconda possibilità, attende tutti per rinnovare.
Le parrocchie dei due vicariati sono state guidate dai loro sacerdoti, in particolare dai vicari don Nicola Improda per Castelletto e don Franco Castagneto per Albaro. 
Tantissimi i bambini e i giovani che hanno reso ancora più festosa la celebrazione della S. Messa presieduta da Mons. Nicolò Anselmi, Vescovo Ausiliare, che ha ringraziato per una così ampia presenza e per aver preparato con attenzione e impegno questo appuntamento giubilare: “Si vede dalla bella atmosfera di oggi in Cattedrale quanta e quale preparazione c’è stata nelle singole parrocchie”.
Mons. Anselmi ha portato il saluto e la vicinanza del Cardinale Bagnasco, impegnato in Portogallo per il suo recente incarico di Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, invitando ad accompagnarlo con la preghiera in questo nuovo impegno che arricchirà anche la nostra diocesi grazie alla conoscenza e alle sensibilità che l’Arcivescovo potrà testimoniare.
Nell’omelia della S. Messa Mons. Anselmi ha parlato del rinnovamento che il giubileo porta con sé e dell’umiltà, prendendo spunto dall’episodio del fariseo e del pubblicano del Vangelo: “L’atmosfera del Giubileo ha il sapore del rinnovamento, è all’insegna del ricominciare, della novità. 
Che meraviglia pensare che il Signore ci perdona, che possiamo risorgere sempre, che non siamo condannati a essere schiacciati dai nostri errori! 
Gesù è amore di Dio che ci fa risorgere, vivere il giubileo vuol dire ripartire sempre, ma con l’amore di Dio, perché da soli non possiamo farcela”. 
Per questo il giubileo aiuta i fedeli anche a ripensare la propria vita, i propri rapporti personali, a ripensare qualche situazione di difficoltà che sembra non poter avere via d’uscita: “Non c’è più niente da fare è un’espressione che non deve esistere per un cristiano; esiste sempre una seconda possibilità e il modo per ricominciare, anche se faticoso” – ha aggiunto il Vescovo Ausiliare. Mons. Anselmi ha sottolineato l’importanza dell’umiltà come strumento di felicità, definendola ‘la prima di tutte le virtù’, capace di farci conoscere chi siamo e di renderci disponibile a essere amati: “Credo che l’amore abbia molto a che fare con l’umiltà, con la capacità di fare un passo indietro. 
Se siamo umili, siamo in grado di farci amare da Dio e dai fratelli. 
Si educa e si ama ritirandosi, permettendo a Dio di farsi presente e all’altro di tirare fuori qualcosa di sé, perché altrimenti rischiamo di rimanere soli, e non c’è cosa peggiore. 
La persona umile è convinta dell’azione dello Spirito in sé, ma anche nell’altro”.
Laura Ferrero
 
Per chi vuole visionare le fotografie è possibile contattare la redazione de Il Cittadino, settimanale diocesano: Tel. 0105704389; redazione@ilcittadino.ge.it