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Missione Diocesana di Cuba   versione testuale











La missione intediocesana, tra le diocesi di Genova, Chiavari e Savona, nasce nel 1995, quando si sta chiudendo quella di Santo Domingo dopo vent’anni di permanenza. Seguendo le orme di Colombo che fu in cuba il 28 ottobre 1492 le diocesi aprirono la missione nella Diocesi di Santa Clara, provincia di Villa Clara, nel centro dell’isola, ben lontani dai bagliori del turismo.
 
Inizialmente a Genova e Chiavari, che sono in missione “fidei donum” cioè scambio di sacerdoti diocesani, vengono affidate le parrocchie di Santo Domingo e Manacas. I primi due missionari sono Don Marino Poggi e don Federico Tavella, dopo seguiranno don Maurizio Prandi e Don Pablo Bacigalupo, attuale per la diocesi di Chiavari. Don Franco Buono e Don Fully Doragrossa attuale per Genova; si aggiunge alla fine del decennio scorso Savona con don Michele Farina attuale parroco di Santo Domingo. Attualmente alla diocesi di Genova è stata affidata dal 25.11.2012 la parrocchia di Esperanza, circa 25.000 abitanti estesa per 25 chilometri. A Manacas opera don Bacigalupo a Santo Domingo don Farina.
I sacerdoti vivono insieme per quanto possono condividendo. la opera pastorale. La lunghezza della missione copre i 70 chilometri da Santa Clara alla fine della provincia. Tre preti hanno quasi 100.000 abitanti nella responsabilità pastorale.
La Parrocchia di Esperanza è stata affidata dal 25.11.1962 alla diocesi di Genova. Ha più a meno 25.000 abitanti. La zona è vicina a Villa Clara, capitale della provincia de Las Villas, storica provincia centrale, dove dominano le pianure e le coltivazioni rurali soprattutto della canna da zucchero. Siamo distanti dalle rotte turistiche e si vede. La popolazione è molto campesina.
 
La parrocchia soffriva da anni di carenza di sacerdoti. Affidata per anni ai salesiani che però non hanno mai vissuto in loco, da alcuni anni era soggetta a continui cambi di sacerdoti per ragioni contingenti e di salute. Attualmente la parrocchia è stata ristrutturata dalla missione italiana, e sta realizzando le opere parrocchiali per la caritas e per i ragazzi. Nella parrocchia è presente un progetto caritas che da da mangiare a una trentina di persone ogni giorno, colazione e pranzo. Sono in genere anziani soli, o con problemi psichiatrici. E’ presente il catechismo con circa 150 ragazzi. Ha una pastorale familiare che si incontra una volta al mese. E corsi di formazione per laici. Ci sono le suore dell’assunzione che sanno in parrocchia due giorni la settimana. Nel territorio esiste una cappella nel piccolo poblado di Jicotea (5.000 abitanti in tutto) dove anche li esiste una mensa caritas più piccola, per 18 persone colazione e pranzo. Anche qua il catechismo è seguito da una sessantina di ragazzi. Poi la parrocchia ha al momento 7 case di missione, ovvero case messe a disposizione da famiglie cattoliche dove ci si riunisce una volta alla settimana per ascoltare la parola di Dio, la catechesi, piano piano celebrare i sacramenti! Le comunità che si erano spente si sono riaccese e la partecipazione è molto alta. Mancano tuttavia molte zone dove poter mettere una casa di missione!! In tutta la parrocchia il sacerdote va a visitare gli infermi, e vi sono numerose persone che visitano gli infermi a nome della parrocchie e portano la comunione! Nelle comunità la presenza di bambiini, piccoli e ragazzotti, adolescenti e giovani è altissima. In tutto la parrocchia arriva a seguire più di 500 giovani la maggior parte dei quali a secco di qualsiasi nozione catechistica, o formazione.
 
Mentre la fede e il desiderio di partecipare è grande! Ogni casa di missione ha dei missionari di riferimento. Le difficoltà più grandi sono certamente i trasporti, la assenza di una tradizione di fede continua e radicata (a causa non solo della situazione istituzionale degli ultimi 60 anni, ma da una tradizione dove purtroppo la chiesa non era radicata sul territorio ma solo nelle grandi città. Quindi solo la metà della popolazione è battezzata, pur avendo chiare radici cattoliche.), la mancanza di mezzi e sussidi di ogni genere, la confusione tra diverse religioni anche cristiane, la situazione matrimoniale assai confusa che tende a confondere la situazione familiare, e come i costumi occidentali che stanno a poco a poco invadendo l’isola. La chiesa di Cuba è in cammino come tutto il popolo alla ricerca di una nuova strada per il paese che sta attraversando un delicato momento di passaggio dell’economia e del sistema partecipativo, senza che questo passaggio stravolga in maniera non adeguata l’equilibrio del paese. In questa fase la chiesa cubana e la parrocchia si pongono sempre a lato delle persone più povere e a rischio, con una scelta evangelica e non ideologica.
La missione vive dell’aiuto delle diocesi di Genova chiavari e savona, ma anche dall’aiuto che tante persone singole, gruppi di amici, parrocchie, associazioni cattoliche e laiche, istituzioni, danno alla missione pensando con i missionari in loco progetti specifici. Inoltre è possibile , coordinandosi coi missionari visitare la missione preparandosi e vivendo bene i giorni cubani!!!