Seguici su   
ora sei in:
L'incontro all'Ospedale "Giannina Gaslini"   versione testuale






Numerosissimi i presenti sabato scorso all’Istituto Giannina Gaslini per la visita di Papa Francesco. Anche all’esterno dell’Ospedale, lungo le transenne di via Cinque Maggio, erano tantissime le persone in attesa. L’Istituto era affollato in modo particolare nella zona dell’ingresso a mare e della scalinata prospiciente la chiesa parrocchiale del Gaslini. Papa Francesco, appena arrivato, come nel Suo stile – quello di Colui che prima di tutto con la Sua vita indica la Strada –, si è subito rivolto al Cuore dell’Istituto: i bambini malati. Ad essi e alle loro famiglie, ha portato il conforto di ciò che rappresenta la Sua persona, il Suo carisma. Ha proclamato così -senza parole- chi è al centro della grande opera dell’Istituto. Uno striscione, sorretto da alcune giovani infermire sulla scalinata della chiesa, diceva: “Negli occhi di chi soffre c’è Dio”. Il Papa ha poi risposto al saluto di tanti che lo aspettavano, che gli si facevano incontro. Infine è arrivato al posto d’onore, preparato presso l’ingresso principale, sullo sfondo luminoso del mare. Qui il Cardinale Arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco ha presentato al Santo Padre l’Istituto come “Santuario” della sofferenza, ma anche della tenerezza con cui vengono circondati i bambini presi in cura e la preziosa opera della “Cappellania” dell’Ospedale. Dopo una riflessione sul mistero del dolore, della fede e dell’eroismo nella dedizione ai malati, specialmente da parte di tanti genitori di bimbi del Gaslini, ha chiesto al Papa di ricordarli nella Sua preghiera e di portare loro la benedizione del Signore. Le parole di Papa Francesco si sono rivolte ai bimbi, alla loro sofferenza, quella che non trova spiegazione umana: “certamente la più dura da accettare”. Ma ha aggiunto una frase molto personale, di fede: “Solo guardo il Crocifisso e mi fermo lì”. Ha poi espresso apprezzamento per i responsabili dell’Istituto “..dall’Arcivescovo di Genova, ai medici, al personale paramedico, ai collaboratori, ai Frati Minori Cappuccini e a tutti coloro che assistono e aiutano i bambini degenti..”. Non ha tralasciato il ricordo riconoscente al fondatore dell’Istituto il Senatore Gerolamo Gaslini e le parole da esso scritte nell’Atto di Fondazione: “E’ mia ferma volontà che l’Istituto abbia come base e guida la fede cattolica (...) che fermenti ogni attività e conforti ogni dolore”. Ha incoraggiato quindi chi lavora nell’Ospedale a svolgere la propria opera con amore perchè -ha aggiunto- “..la fede opera soprattutto attraverso la carità e senza di questa è morta”. Prima di proseguire verso l’ultima tappa del Suo programma -la santa Messa alla Foce- ha promesso di pregare per tutti e ha impartito la Sua santa benedizione. Papa Francesco inoltre ha lasciato sul Libro del Gaslini un messaggio che resterà per sempre un suo caro, importante e utile ricordo: “A tutti coloro che lavorano in questo Ospedale, dove il dolore trova tenerezza, amore e guarigione, ringrazio di cuore il loro lavoro, la loro umanità, le loro carezze a tanti bambini che, da piccoli, portano la croce. Con ammirazione e gratitutdine. E, per favore, non dimenticateVi di pregare per me”. (E.S.)