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2015: Il mio incontro con Gesù... Il Pane Vivo disceso dal cielo   versione testuale






“Gesù: il pane vivo che ci fratelli” : è il Sussidio che sta accompagnando i catechisti, i bambini e ragazzi del catechismo in queste settimane di Quaresima fino alla Pasqua ed oltre fino alla Pentecoste. Il Sussidio che è ora presentato ed affidato alla libera creatività dei catechisti, si pone in naturale continuazione del cammino quaresimale : quel “pane vivo che ci fa fratelli” è, nella giornata del Venerdì Santo, adorato; è il giorno della sosta davanti a Gesù Eucaristia per incontrarlo faccia a faccia, pregarlo con il silenzio e le parole, in un colloquio fatto di segni, di ascolto, risposta, canto, riflessione e silenzi adoranti, di cui anche i bambini sono capaci se vengono toccate le corde più intime del loro senso religioso. Si inizia tutti riuniti attorno all’altare, davanti all’Eucaristia, per dire che “lì c’è Cristo vivo e vero” che si dona a noi sotto forma di “Pane”, “facendosi pane per noi”. Ecco allora che la contemplazione si esprime in un segno: “viene portato all’altare della reposizione un pane” e insieme ad esso ciascun bambino porta un biglietto a forma di pane con un suo personale pensiero sul pane; segue un dialogo fra un bambino e il celebrante in cui si esprime il valore quotidiano del pane che “è fatto non per se stesso, ma per essere mangiato e diventare, così, vita di chi lo mangia” e così Gesù si fa pane nell’Eucaristia perché, “ nutrendoci di Lui abbiamo la possibilità di somigliargli un poco e fare della nostra vita un dono per gli altri”. Sempre in questo dialogo si tocca l’istituzione dell’Eucaristia la sera del Giovedì Santo, in cui il pane, benedetto, spezzato e distribuito, diventa il “corpo vivente” di Cristo che fa di tanti fratelli diversi un Corpo solo in Lui: così è toccata anche l’essenza della Chiesa, Corpo vivente di Cristo resa “comunione” in forza dell’Eucaristia. Il Vangelo in cui Marco narra l’Ultima Cena illumina le parole dette e le spiegazioni date; le preghiere che seguono benedicono il Signore per il pane “segno del Cristo che viene in mezzo a noi” unendoci “in un'unica famiglia” e domandano di concedere “anche a noi di poter diventare pane per gli altri”, un “pane di bontà e forza per i fratelli”.
Dunque con l’aiuto di tale Sussidio si sviluppa, fra contemplazione parola ed azione, un percorso del pane, dal pane cibo quotidiano delle nostre tavole a pane Eucaristico, Corpo vivente di Gesù che ci fa diventare “uno” in Lui e ci permette di fare della nostra vita un dono; Cristo si fa mangiare per farci diventare come Lui , pane per nutrire i fratelli.
Una preghiera conclusiva e la Benedizione finale chiudono questa “sosta” con Gesù nel giorno della sua morte accettata liberamente, in obbedienza al progetto del Padre, per donarci la salvezza e la “vita per sempre”, perché, per mezzo suo, la morte sarà vinta dalla luce della Resurrezione.
 
 
Maria Galizia Sanna