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Mandato ai catechisti e celebrazione inizio anno catechistico   versione testuale






Il mandato: gesto che consacra una missione
 
Se andiamo indietro di qualche decennio ricorderemo i catechisti come quelle persone di buona volontà che, armate di pazienza, si proponevano in parrocchia per “dare una mano al parroco” facendo un po' di catechismo alla buona ai bambini della Prima Comunione. Nulla di ufficiale, nulla di solenne: un semplice incarico da svolgere con tutto il cuore, col massimo impegno e con la preparazione che a volte, forse, lasciava anche a desiderare.
D'altra parte, in quegli anni, era ancora vivo il senso del sacro, il rispetto per la Chiesa, il timor di Dio, termine oggi quasi incomprensibile e superato. Nelle famiglie si respirava la fede che faceva sgorgare sulle labbra di adulti e bambini insieme le preghiere semplici del cristiano, senza reticenze né rispetto umano.
Ma negli ultimi tempi molto è cambiato nel mondo catechistico. Il Concilio Vaticano II, seguito da due importanti convegni catechistici nazionali (1988 e 1992), ha fornito indicazioni ben precise per la catechesi e ne ha segnato la strada.
Il catechista, in tutta umiltà, dovrà essere consapevole del suo compito, che è quello di farsi annunciatore di una Parola eterna, di una Verità che i tempi non intaccano e non modificano. Sarà una persona che non porta nel suo annuncio pareri individuali, non propone una filosofia né tanto meno un'ideologia o una visione morale soggettiva. Il catechista comprende di essere, a suo modo e coi suoi limiti, un inviato, un profeta che parla in nome di Dio per incarico del suo vescovo.
Ecco, allora, il significato del mandato, questo gesto solenne compiuto dal vescovo col quale egli affida ad ogni catechista la missione di testimone e annunciatore del vangelo.
“Ogni missione catechistica – si legge nel Documento Base “Il rinnovamento della catechesi” al n. 197- è confortata dalla chiamata che in vario modo i Pastori rivolgono...; negli incarichi che il vescovo e il parroco affidano è sempre possibile scorgere il mandato che, riconoscendo i doni del Signore, i Pastori affidano in suo nome ai fedeli per confermare la loro missione.”
Con questa consapevolezza i catechisti della diocesi si recheranno il giorno 2 ottobre in S. Marta dove, nel corso della celebrazione eucaristica, riceveranno il mandato dalle mani del Card. Arcivescovo tramite i rispettivi delegati vicariali.
In quest'inizio dell'anno pastorale potranno, inoltre, partecipare al consueto ciclo di incontri formativi secondo il programma che verrà diffuso in tutte le parrocchie e pubblicato sul Cittadino.
Il tema di quest'anno “Catechesi e vocazione” analizzerà modi, tempi e contenuti per approfondire sotto varie angolature in che cosa consista la vocazione, dono da scoprire, comprendere e concretizzare in un progetto “su misura” per ciascuno, per il quale varrà la pena di mettersi in gioco.
A cura di Pala Radif