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IL SEGRETO DELLA FRATERNITÀ   versione testuale
La riflessione di Don Marino Poggi






 Questo capodanno Papa Francesco ci invita a riscoprire la fraternità come fondamento e via per la pace e questo compito non può che entusiasmarci.La Chiesa sta ripetendoci che la globalizzazione, di cui siamo sia attori che spettatori, ci rende vicini, ma non fratelli e questo fatto ci sgomenta. La vicinanza a chi non è preparato all¿accoglienza pone molti problemi e genera tensioni, spesso giustificate con la concorrenza. In questa corsa per sopravvivere il più debole spesso è sacrificato e, con grande arroganza, il suo sacrificio è detto funzionale al sistema.
C¿è bisogno di riscoprire la fraternità!
La prima domanda che nasce spontanea si configura così: fratelli si nasce oppure si diventa?
Se è vera la prima alternativa, subito ci si chiede da dove sgorga questa famiglia universale. Non basta rispondere che è l¿eguaglianza della natura a farci fratelli, oppure l¿eguaglianza dei bisogni, perché questo tipo di fraternità nasce dal basso e rischia di esser sottoposta a modelli che, invece di fondare la fraternità, la impediscono.
È vero che abbiamo una stessa natura, ma ciascun uomo nella sua libertà è unico e risponde di sé a se stesso.
La vera fraternità nasce dall¿alto, è dono e responsabilità, è legame personale con il Padre, che in quanto Creatore amorevole, ci vuole una sola famiglia. È attraverso l¿unica famiglia e il destino di comunione eterna con Dio, che è possibile pensarci fratelli, ognuno responsabile di sé e di tutti.
Le prime figure della Genesi ci dicono questa verità in modo suggestivo, attraverso due domande di Dio. La prima è rivolta al responsabile della prima famiglia: ¿Adamo dove sei?¿; la seconda al primo fratello, Caino: ¿Dov¿è tuo fratello?¿.
Queste domande ricordano che siamo in cammino.
Essere fratelli presuppone un¿apertura, una capacità di relazione al di là dell¿interesse, la gioia del ritrovarci nella stessa barca e insieme la certezza che il primo pericolo è aver paura dell¿altro, considerato come avversario o almeno come intruso.
Essere fratelli è quindi un dono!
Nasce perciò la seconda domanda: ¿Se nasciamo fratelli, perché tanta fatica nel riconoscere questo dono?
Sembra quasi che la diffidenza nei confronti dell¿altro sia una sapienza di vita, un modo per vivere liberamente. Dove nasce questa menzogna?
È facile rispondere: chi cerca di essere ¿dio¿ per se stesso, sarà inevitabilmente nemico di qualsiasi concorrente.
Il segreto della fraternità, il modo onesto per imparare ad essere fratelli?
Ripartire dalla gioia di esistere, sapendo dire ¿grazie¿ e sforzandosi di non confrontarsi. Chi si riceve dalle mani di qualcuno per amore, impara a donarsi con amore. E tutto questo senza sottoporre il nostro e l¿altrui dono ad una ¿misura¿. In altre parole: il segreto della fraternità è la povertà di spirito, aliena dal possesso e capace di condivisione.
I momenti di gioia manifestati da Gesù e testimoniati nel vangelo sono a contatto con i poveri, perché veramente disponibili all¿incontro, alla vera fraternità. ¿Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli¿ (Mt 11, 25).
Don Marino Poggi