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"Insieme, crescere in Cristo per servire"   versione testuale
Omelia pronunciata in occasione del quarto anniversario della Nascita al Cielo del Card. Giovanni Canestri






Arcidiocesi di Genova
4° Anniversario della Nascita al Cielo del Card. Giovanni Canestri
Arcivescovo di Genova (1987-1995)
OMELIA
“Insieme, crescere in Cristo per servire”
 
Cari Confratelli nell’Episcopato, nel Sacerdozio e nel Diaconato
Cari Fratelli e Sorelle nel Signore
A quattro anni dalla nascita al Cielo del Card. Giovanni Canestri, siamo qui per pregare per Lui e per pregare Lui per noi. Da quando ha lasciato Genova nel 1995, nessuno ha dubitato che ci avrebbe portato nel cuore dove ci aveva posti fin dai primi momenti. Egli era – possiamo dire – abituato ai cambiamenti, poiché i Papi – apprezzandone la fede – gli affidarono compiti molteplici che richiedevano le doti di mente e di cuore, la sua saggezza. E Lui non si tirò mai indietro, convinto che, nella lieta obbedienza alla Chiesa, c’erano la pace interiore e il pegno delle grazie necessarie. Poteva essere a volte preoccupato, ma mai spaventato, poiché la preghiera molto mattiniera era l’appuntamento con il suo Signore, nel cui cuore poneva ogni problema, persone e situazioni, innanzitutto i suoi sacerdoti. In quel motto episcopale – “Opus tuum o Maria”- si esprimeva quasi un segreto e un invito per noi, seminaristi e preti, una paterna consegna. Non solo Vescovo, ma anche padre delle anime, parlava a noi con il tono e l’esperienza del direttore spirituale, lasciando – come il seminatore del Vangelo – che il frutto fosse del Signore, con pazienza e fiducia, con quel realismo positivo e fiducioso di chi aveva conosciuto la vita della terra, i terreni diversi e i tempi necessari.
 
Osservatore discreto ma attentissimo, valutava situazioni e persone, per favorire il meglio di ognuno e delle circostanze. Non era indagatore implacabile o curioso, ma posava su cose e persone uno sguardo sapiente e affidabile, cercando di riflettere la dolce luce di Gesù, l’esigente luce dell’amore. La frequentazione con il Signore, che certamente rifletteva i tratti e gli echi dei suoi genitori, gli permetteva di vivere sotto la luce; quella luce di cui parla il Vangelo odierno e che non è qualcosa, ma Qualcuno, ha il nome di Cristo. Di quella luce ha cercato non solo di vivere, ma quella Luce ha voluto senza paura portare alla comunità cristiana, ad ogni persona che – nella ricerca di Dio o nel vincolo della simpatia umana – gli si avvicinava.
 
Come per gli Apostoli, nella vita della prima Chiesa che abbiamo ascoltato nel libro degli Atti, ha dato del Vangelo buona testimonianza: senza timore delle critiche, senza ossequio alle mode correnti, ha voluto solo essere attuale, cioè corrispondente alle attese vere del cuore umano, sapendo che le mode passano, ma Gesù resta; sapendo che i gusti durano una stagione, le esigenze profonde permangono. Già allora, il nichilismo spingeva la fede a ridursi a critica del mondo, a ridursi all’orizzonte temporale sepur buona; ma il nostro Pastore sapeva bene che la fede è molto di più, sapeva che solo l’eterno è il senso dell’uomo, e che la Chiesa è sacramento di salvezza per il Cielo. Sapeva che – ieri come oggi – le opere buone non devono essere azioni etiche, ma corredentrici, cioè azioni di Gesù attraverso i nostri limiti; sapeva che mentre l’esempio ha un potere di attrazione, la testimonianza, attraverso le nostre azioni, parole e modo di essere, rende presente un Altro che appare e si comunica. E sapere questo, segna tutto il nostro ministero, e sigilla l’esistenza di ogni credente.
 
Cari Amici, affidiamo al Signore l’anima immortale del Cardinale Canestri, e chiediamo a lui – che è stato nostro amato Pastore – di guardarci ancora nel nostro camino che Egli, nel suo governo pastorale a Genova, volle riassumere così: “Insieme, crescere in Cristo per servire”. Quel programma è sempre vivo!
 
Angelo Card. Bagnasco
Arcivescovo Metropolita di Genova