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"La luce del Risorto"   versione testuale
Omelia pronunciata in Cattedrale sabato 20 aprile 2019 nella solenne Veglia pasquale






Arcidiocesi di Genova
Sabato Santo 21.4.2019
Veglia Pasquale
“La luce del Risorto”
 
Cari Fratelli e Sorelle
 
E’ questa la notte della luce: nelle nostre notti risplende la luce del Risorto. Egli è il Figlio di Dio, l’Agnello immolato per noi, il riscatto dal male; Egli è il Redentore del mondo, il Salvatore dell’umanità, il centro della creazione, il Signore della storia, la luce della speranza.
Quale speranza? Quella che la morte non è l’ultima parola, che la nostra esistenza non è tutto, ma il preludio e la preparazione all’eternità, alla vita del cielo. Cristo risorto è la speranza che dà senso ad ogni speranza terrena, quella dell’amore, della gioia, della libertà vera, dello stare insieme nell’armonia e nella pace. Che senso avrebbero queste speranze se fossero destinate alla morte e al nulla? Se non fossero sorrette dal per sempre e dalla pienezza? “Pienezza definitiva” che il cuore di ogni uomo desidera? Vogliamo godere dei beni terreni – materiali o spirituali che siano – ma lo vorremmo non per un poco, ma per sempre, cosa che non è in nostro potere. Gesù risorto è il bene assoluto e definitivo, l’Amore che non tramonta, la vita piena, la bellezza senza confini, la libertà della verità. Egli è venuto fino a noi, ci ha parlato per rivelarci il volto di Dio che è Padre, per dirci che ognuno è prezioso ai suoi occhi, per darci dignità, per svelarci il nostro destino e quindi e il senso e l’orientamento del nostro vivere.
 
Noi facciamo fatica a immaginare il Risorto: Egli non è un fantasma, né è come prima di morire. La sua vita è gloriosa, cioè vera ma diversa: la comprenderemo solamente un giorno, quando saremo con Lui. La liturgia, però, ci aiuta ad entrare nel mistero della risurrezione attraverso il suo linguaggio, quello dei segni. Ecco il fuoco che abbiamo benedetto, ecco il cero pasquale, ecco le nostre piccole candele. La luce abita questa notte: è questo il primo segno che ci fa intravedere il Risorto. Con Lui l’ oscurità si fa giorno, le nostre notti sono salvate dallo smarrimento e dall’angoscia. La luce di Gesù separa il bene dal male, indica la via della vita, mostra la verità, e conduce all’amore. La luce del cero è unita al fuoco, e il fuoco è luce e calore: luce e fiamma, verità e amore sono inseparabili. Il cero pasquale arde e con ciò si consuma: la croce consuma il corpo di Cristo e con ciò Egli diventa fiamma che illumina i nostri smarrimenti e riscalda i nostri cuori.
 
Tra poco, alcuni catecumeni riceveranno il Battesimo: essi entreranno nel bagliore di Cristo, diventeranno luminosi, e la loro vita sarà brillante per il dono della grazia. Cari Fratelli e Sorelle, vi siamo grati per l’esempio che ci date; vi siamo vicini con la preghiera e con le comunità che vi accolgono. Non dimenticate: il Battesimo è l’ingresso nella vita cristiana; il resto deve venire e sarà una sorpresa bella, poiché Dio è sempre più generoso e sorprendente di noi. Ma vi prego, non camminate da soli, state in comunità, pregate con i fratelli nella fede, sostenetevi a vicenda, aiutatevi nel portare i pesi gli degli altri. Il Risorto è in mezzo a noi, ma noi – insieme - dobbiamo starGli accanto. La luce sarà più luminosa e il calore più grande.
Card. Angelo Bagnasco
Arcivescovo Metropolita di Genova