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Santo Natale 2016: omelia del giorno   versione testuale






 Arcidiocesi di Genova
Santo Natale, 25.12.2016
OMELIA del GIORNO
“Dove sei?”
“Il Verbo si fece carne…
la luce splende nelle tenebre
ma le tenebre non l’hanno accolta”
 
Cari Fratelli e Sorelle nel Signore
nessuno di noi rifiuta di accogliere la Luce che è venuta nel mondo. Ma siamo così distratti! Gli uomini fanno cose cattive, ma spesso non sono cattivi, sono distratti. Siamo figli di una umanità distratta e distraente: tutti siamo esposti a questo rischio. Preghiamo, cerchiamo di fare il nostro dovere, di aiutare gli altri…ma la cultura che respiriamo ci spinge in ogni modo ad essere distratti: ci occupa come un territorio di conquista, ci invade come si invade un fortino. Sì, siamo “occupati” da mille rumori, immagini, parole, che ci impediscono di pensare! Pensare a che cosa? Per pensare veramente bisogna prima ascoltare non voci qualunque, ma quelle che salgono dalle profondità del nostro essere. Lì, nel nostro cuore, vivono le voci più profonde, gli aneliti più veri perché propri dell’umanità universale: a questo livello siamo tutti uguali, con le stesse domande, le medesime tensioni, gli stessi desideri. Domande che la Bibbia riassume nella domanda di Dio Creatore ad Adamo che si nasconde dopo la colpa: “Adamo, dove sei?”. Questa domanda non ha tempo, è rivolta a ciascuno di noi: dove sono io nel cammino della vita? Ho gli anni che ho, ma dove sono in questo mio andare? Dove e per cosa ho speso i miei giorni, le mie energie di intelletto e di cuore?
 
Questo ascoltare è pericoloso per lo spirito del mondo: infatti, ascoltare le domande che riguardano non qualche obiettivo particolare, ma il senso globale del nostro esistere, ci porta a pensare nella verità, ci induce a riconoscere le cose che valgono, a smascherare ciò che è falso e vuoto anche se luccica e incanta. Questo pensare essenziale conduce alla libertà. Ecco perché pensare è avvertito come una minaccia dal potere che vuole essere dominio e possesso. Dio ci ha creati per essere liberi nella verità, e ciò è tanto più necessario e urgente oggi. Ogni ideologia, per affermare se stessa e avere potere sugli uomini, deve creare confusione nelle menti. Per questo la persona che si interroga sulle questioni essenziali diventa pericolosa; ed è per tale ragione che siamo tutti aggrediti perché la mente sia occupata. Siamo continuamente connessi per essere informati, ma in realtà siamo confinati nella nostra solitudine, confusi e deboli.
Sottrarci a questa domanda – dove sei? – trasforma l’esistenza in un congegno di nascondimento, in una vita inautentica, ci fa scivolare nella menzogna. E quando l’uomo si nasconde allo sguardo di Dio, si nasconde a se stesso e non sa più chi sia, cosa sia la sua vita.
 
Cari amici vi prego: fermiamoci davanti al presepe, e davanti alla grotta ascoltiamo il nostro cuore senza paura. Di fronte al divino Bambino tutto può emergere. La sua umiltà scioglie le nostre presunzioni, la sua debolezza cancella le nostre miserie, la sua luce discreta illumina le nostre oscurità, dissipa le nostre confusioni, il suo sguardo inerme sostiene la fragilità dei nostri passi. Il Figlio di Dio fatto uomo ci salva ricreando la nostra umanità, ci rende capaci di vita nuova, ci aiuta a vedere noi stessi senza timori, con fiducia nella sua grazia. Il risultato sarà un nuovo modo di vedere la vita, gli altri, la storia. Una luce di fiducia si alzerà all’orizzonte: luce da rinnovare ogni giorno nella preghiera, nei sacramenti, nella Chiesa. Il Natale è la nascita di Dio nel tempo: per questo dal Natale nasce anche un’umanità nuova, capace di bontà, affinché il mondo non si chiuda in se stesso ma guardi al domani nella speranza. Solo così le luci del Natale potranno brillare, solo se è nata la Luce vera, quella che illumina il mondo e ne scalda il cuore.
 

Angelo Card. Bagnasco
Arcivescovo di Genova